CONSERVIAMO LA MEMORIA E SVILUPPIAMO LA BELLEZZA: descrizione

L’aumento della popolazione anziana e l’allungamento della vita media delle persone comportano un incremento delle patologie legate all’invecchiamento, come ad esempio le demenze, la mancanza di stimoli, la solitudine rappresentano ormai una delle più grandi sfide di salute per l’umanità. La musicoterpia sembra essere un efficace strumento di cura.

Le demenze sono sindrome cliniche con differenti cause, caratterizzate dal deterioramento delle funzioni cognitive, comportamentali, sociali ed emozionali.

Il progetto “Conserviamo la memoria e sviluppiamo la Bellezza” ideato dalla Cooperativa Casalese 2000 in collaborazione con l’associazione culturale Platyme….vuole dare un piccolo contributo alla limitata efficacia dei trattamenti farmacologici con trattamenti non-farmacologici, utilizzando la musica e la danza per recuperare le potenzialità residue della persona e migliorarne la qualità della vita. Attraverso la musica (suono,ritmo,armonia, melodia, movimento) è possibile inoltre favorire l’integrazione intra- e interpersonale, migliorando il ben-essere delle persone.

Obiettivi

La musica, le danze storiche e tradizionali in particolare, permettono di sviluppare una serie di abilità fisiche e mentali fondamentali per il benessere della persona, in particolar modo per quelle anziane.

Attraverso la musica e la danza, è infatti possibile migliorare:

  • la condizione dinamica generale, sviluppando un maggior controllo dei movimenti corporei in relazione alle richieste;
  • la coordinazione segmentaria, raggiungendo una maggiore capacità di usare gli arti inferiori e superiori sia indipendentemente sia in relazione agli uni con gli altri;
  • la lateralità, prendendo sempre più, consapevolezza della “propria” destra e della “propria” sinistra in relazione a se stessi a agli altri;
  • l’organizzazione spazio-temporale, favorendo l’acquisizione delle azioni (prima/dopo);
  • la memorizzazione, potenziando le capacità mnestiche rispetto alla successione ordinata dei passi e delle figure;
  • la socializzazione, visto che la danza è una rappresentazione corale e per questo fovorisce nel gruppo un sentimento di unione e solidarietà;
  • l’ascolto consapevole, scoprendo le corrispondenze tra melodia e parte della danza;
  • la sensibilità espressiva ed estetica, prendendo sempre più consapevolezza del proprio corpo e della sua espressività.

Tempi

Il progetto prevede incontri settimanali di un’ora ciascuno dal mese di giugno 2019 fino a novembre 2020 per favorire non solo la memoria , ma sopratutto la socializzazione nel gruppo.

La musica è caratterizzata da due aspetti positivi: il primo è la grande influenza che essa può avere sul tono dell’umore; il secondo aspetto è il forte potere mnestico in quanto riascoltare un brano può evocare con molta precisione un episodio della vita, ricostituendo il ricordo sia nella sua complessità cognitiva che emozionale.

La musicoterapia, fa parte delle Arti-Terapie, è un intervento non farmacologico che mira ad aumentare il benessere emotivo attraverso la stimolazione cognitiva e l’interazione sociale.

Operatori

Lucia Macalli è docente di scuola primaria dal 1992. Tiene corsi di formazione di educazione musicale e danza per insegnanti ed alunni di scuole di vario ordine e grado. Si è diplomata in pianoforte presso il Conservatorio di musica “G. Nicolini” di Piacenza ed è laureata presso l’Università di Pavia in Filologia Medievale e Moderna- Facoltà di lettere. Ha al sua attivo una consolidata esperienza di insegnamento del pianoforte e da anni svolge attività concertistica nella formazione di “duo pianistico” collabora con vari enti presenti sul territorio.

Area di intervento

Contrasto alle solitudini involontarie , specie nella popolazione anziana attraverso iniziative e percorsi di coinvolgimento partecipato.

Analisi del contesto, esperienza nel settore e obiettivi specifici.

“L’uomo è un animale sociale” ( Aristotele) Comunicare, condividere esperienze, sono bisogni primari, attività funzionali al benessere vitale e della collettività.

Le condizioni di fragilità socio-economiche odierne e l’invecchiamento della popolazione e gli aggregati familiari minimi, minano questa socialità sana e innata. Mentre per i disagi psicosociali storicizzate (disagio economico, sanitario, psichiatrico e di assistenza sociale) l’opinione pubblica, e i vari enti preposti al sostegno, partecipano e intervengono con mezzi e servizi ausiliari. Per il malessere sottile e silenzioso della Solitudine Involontaria, non esistono modalità di intervento strutturale. Questa realtà coinvolge non solo la parte anziana della popolazione ma anche la fascia intermedia che per cause diverse: variabilità economiche e di status sociale, un periodo di malattia, o altro, si ritira, senza rendersene conto della vita attiva e partecipativa, preludio di patologie depressive. Fisiologicamente viene a diminuire la capacità ricettiva e di interazione con gli altri, si tende a ritirarsi dal “gioco della vita” , questo processo viene rallentato o invertito, se si recupera una capacità socio-relazionale attraverso un empowerment personle.

Per contrastare la Solitudine Involontaria il primo passo è far uscire il soggettyo dalle proprie abitudini. Lo scopo del progetto “conserviamo la memoria e sviluppiamo la bellezza” è Prevenire, Capire e Contrastare queste situazioni di fragilità.

Il progetto si muove quindi su diversi livelli e luoghi. Partendo da una diffusione culturale mantenuta nel tempo, attraverso incontri pubblici a tema volti sia intercettare l’utenza sia a diffondere una nuova attitudine sociale a favore della cittadinanza:

  • uno sportello d’ascolto dedicato sia alla persona sia all’individuazione de relato di soggetti e contesti a rischio;
  • Laboratori che individuano nel contatto intergenerazionale (nel caso con bambini età 6-13 anni) per una educazione e di sapere positiva, propositiva e riabilitativa;
  • La musica e la danza come attività aerobica e motoria ma anche come disciplina e come contatto fisico/sociale.

Articolazione del progetto

In sinergia con le associazioni partecipanti, l’obiettivo fondamentale del progetto è quello di migliorare la qualità della vita di persone che in stato di fragilità, anche temporanea, sviluppano la tendenza all’isolamento ed alla Solitudine Involontaria.

Il progetto si struttura attraverso: l’aspetto ludico creativo, l’aspetto psicologico, l’aspetto di accoglienza e di riattivazione delle proprie competenze e funzioni di relazione-sociale. Il progetto intende con le attività che ora definiamo, riattivare le personali e specifiche competenze e caratteristiche del soggetto Solitudine involontaria creando occasioni e possibilità per permettere loro di sentirsi di nuovo una risorsa, facendo leva sulle propria resilienza e capacità di adattamento e cambiamento. In questo modo riacquistano un ruolo e una volontà sociale e partecipativa utile per il territorio, con una nuova funzionalità che allontana lo spettro dell’isolamento psico-sociale, relativo alla Solitudine involontaria e alle situazioni di fragilità.

Si favorirà la partecipazione e la socializzazione attraverso momenti aggregativi di conoscenza e di ascolto attivo utili per sentirsi ascoltati e sentirsi partecipi, sviluppare capacità creativa, riacquistare la fiducia uin sé e della conseguente relazione con l’altro e con il proprio sé corporeo.

Il progetto propone un innovativo sistema d’interscambio generazionale e di arricchimento culturale tra i bambini e il mondo adulto al di fuori della rete fsmigliare/sociale/scolastica di appartenenza. Scoprire gli adulti così come sono anche nella loro fragilità, aiuta la crescita dei bambini, e sviluppa negli adulti il senso di protezione e devoluzione del proprio sapere

Prima fase

Azione di promozione e comunicazione del progetto al fine di raggiungere ogni tipo di potenziale beneficiario attraverso: individuazione dei luoghi enti e associazioni,servizi sociali, servizi attività ricreative, stampa sito internet , facebuk; creazione del materiale informativo multimediale del progetto, contatto e diffusione all’interno delle scuole. La promozione e l’informazione circa l’attività del progetto seguiranno per tutta la durata dello stesso.

Seconda fase

Individuato i beneficiari, il progetto prevede la formazione di gruppi di auto-mutuo aiuto che saranno condotti da due facilitatoridella Cooperativa Casdalese 2000 con intervisione esterna.

Numero potenziale e tipologia dei destinatari degli interventi

Il progetto è stato pensato per accogliere 25-30 utenti. I destinatari sono adulti e anziani over 65 anni, soggetti a rischio di Solitudine Involontaria e fragilità sociale

Parte dell’attività progettuale che riguarda i laboratori creativi avranno come destinatari bambini di fascia 6-13 anni che si troveranno ad interfacciarsi, lavorare e collaborare con gli adulti per la buona riuscita del laboratorio stesso.

Risultati attesi

Il progetto pone le basi per raggiungere l’obiettivo di intercettare alcune situazioni di Solitudine Involontaria di adulti e anziani attraverso la costruzione di una rete di associazioni che sul territorio vogliono collaborare e impegnarsi per arginare il fenomeno. La possibilità con gli strumenti utilizzati dal progetto di poter qualitativamente e quantitativamente misurare la reale entità del fenomeno, che non risulta dai dati esistenti, in quanto non ancora rilevato e ricercato, ma che le associazioni coinvolte conoscono per esperienza diretta ed intendono portarlo in evidenza alla cittadinanza. In questo modo si pongono anche le basi per attuare misure di prevenzione oltre che di sostegno al problema della solitudine involontaria, mettendo in luce i bisogni ed i risultati che il progetto andrà a monitorare sul territorio di Casalpusterlengo e limitrofi.

Crediamo che sia possibile trasformare in risorsa una fase della vita che alrimentisi volge unicamente al declino.

Un percorso di trasformazione del disagio portatore di solitudine Involontaria, diffusa nel mondo odierno, verso una nuova possibilità partecipativa utile alla collettività .

Conoscere il fenomeno e studiare la reattività dei soggetti in base alle attività svolte permetterà di avviare una costruzione scientifica e sistematica di azioni che aprono la strada ad una nuova branca di attività sociale di sostegno e prevenzione utile alla comunità tutta, necessario conrasto alle nuove fragilità diffuse.

Innovazione delle metodologie e strumenti di coinvolgimento dei beneficiari

Il progetto si ritiene innovativo per un mix di metodologie utilizzate e per utilizzare in modo nuovo e creativo strumenti e attività già collaudate. La proposta ad esempio di uno sportello aperto alla cittadinanza che sia non solo di ascolto attivo e di consulenza ma diventi anche un centro informativo, una raccolta dati attraverso la chiacchiera anche di chi parla per portare a conoscenza dell’operatore situazioni e soggetti a rischio. La nostra idea di sportello è non solo di sostegno ma di un cuneo che penetri una realtà sociale remissiva e poco incline ad essere portata allo scoperto. L’arte della musica, accompagnata dal canto e dalla danza svolta in maniera dolce ed insieme ad altre persone portatrici di disagio esistenziale permette un rafforzamento e apre alla solidarietà ed alla comunicazione sociale.

La metodologia innovativa dei laboratori consiste nel rivolgersi non ad un gruppo targhettizzato di utenti in cui sviluppare specifiche competenze ma ad una utenza aperta (interscambio generazionale del bambino che dell’adulto) in maniera quasi inconsapevole permetta all’adulto di rimettersi in gioco e al bambino di conoscere altre realtà relazionali possibili. Il laboratorio è uno strumento che permette un sostegno in modo non invasivo

Grazie al contributo della

fondazione comunitaria