Obiettivi del progetto

Il progetto “Dalla trappola alla rete” ha l’obiettivo che il volontariato, le associazioni presenti nel territorio costruiscano una rete territoriale di contrasto al gioco d’azzardo eccessivo e di supporto alle famiglie dei giocatori eccessivi, integrata con le risorse già attive.
Volontari, associazioni di volontariato e di promozione sociale, professionisti, amministratori, operatori sanitari e sociali pubblici e privati, famiglie, giovani, cooperative sociali sono alcuni dei nodi di una rete che nasce dalle sinergie fra soggetti toccati dall’esperienza del gioco d’azzardo eccessivo: da un’esperienza negativa si può uscire più consapevoli e più maturi.
Chi ha il problema diventa risorsa per altri che vivono lo stesso problema, per chi lavora, per gli amministratori e i decisori politici.
Le associazioni attueranno le azioni progettuali sul territorio provinciale, secondo la loro sensibilità, utilizzando le loro reti e le loro esperienze associative; restituiranno quindi al territorio la sensibilità nuova maturata rispetto ai problemi creati dal gioco d’azzardo eccessivo.
Il radicamento delle associazioni di volontariato sul territorio permetterà di arrivare in modo capillare a fasce di popolazione molto diverse.
Le azioni saranno in parte successive e in parte sovrapposte.

Azione 1: formazione iniziale per i volontari
La formazione sarà centrata sul gioco d’azzardo eccessivo e sul suo impatto sulle famiglie e sulla società. A seguito di questo momento formativo le associazioni utilizzeranno le nuove competenze all’interno della loro attività associativa.
Da questa formazione nascerà una prima mappatura della rete di supporto, a cui poi si aggiungeranno “nodi” grazie alle azioni successive.

La formazione iniziale verrà proposta in due modalità:
a. Percorso base: sarà realizzato dalle associazioni nei vari territori, secondo le loro esigenze. Le associazioni potranno completare le loro attività di volontariato con spazi informativi sul GAP (azione2).
b. Percorso avanzato: per chi desidera approfondire; costituirà la base delle attività dei volontari nei gruppi e negli spazi d’ascolto sul gap.

Azione 2: spazi d’ascolto e spazi informativi
Gli spazi d’ascolto e formativi costituiranno un’occasione preziosa soprattutto per i familiari di giocatori d’azzardo che hanno il dubbio che il loro parente giochi in modo eccessivo. I volontari formati, con il supporto di operatori esperti, promuoveranno
spazi informativi sul GAP nelle loro sedi e attività
spazi d’ascolto dedicati in modo specifico al GAP.

Azione 3: formazione sui gruppi AMA (Auto Mutuo Aiuto)
I volontari delle associazioni potranno, attraverso questa formazione, aumentare le loro competenze rispetto alla facilitazione di gruppi di auto-mutuo-aiuto e avviare percorsi di gruppo sul territorio.

Azione 4: gruppi informativi per famiglie in dubbio e gruppi di supporto per i familiari dei giocatori in trattamento
i gruppi informativi verranno condotti da volontari formati nell’azione 1 e nell’azione 3, e saranno promossi dalle associazioni di volontariato sul territorio; i volontari saranno supportati da operatori esperti, secondo le necessità;
i gruppi di supporto per i familiari verranno realizzati in collaborazione con il Ser.T. e da personale qualificato e saranno gestiti da operatori formati, affiancati da volontari formati.

Azione 5: percorso di sensibilizzazione e formazione per professionisti dei campi amministrativo/legale/sanitario/di assistenza sociale
Le associazioni di volontariato, affiancate dagli operatori, avranno il compito di reperire i professionisti interessati a partecipare a un laboratorio formativo che produrrà un vademecum per chi intercetta problemi di gioco eccessivo in ambito professionale. Quindi i volontari gestiranno il percorso, contribuendo a creare sul territorio una rete di professionisti in grado di dare alle famiglie un supporto specialistico.

Azione 6: attività di prevenzione del gioco d’azzardo eccessivo nelle scuole e nei centri di aggregazione
Verranno progettati, in accordo con i Dirigenti Scolastici, gli insegnanti e le equipes dei centri di aggregazione giovanile, percorsi formativi/animativi sul tema del gioco eccessivo e delle illusioni cognitive, condotti con modalità partecipative , rivolti ai ragazzi frequentanti le scuole superiori .
Le associazioni che hanno partecipato al percorso formativo avanzato verranno coinvolte nell’attuazione dell’attività di prevenzione coi giovani.

Azione 7: sensibilizzazione di amministratori e politici. Evento finale: presentazione della documentazione prodotta e mappatura .
Le associazioni e tutti i soggetti coinvolti nel progetto realizzeranno una iniziativa pubblica allo scopo di riportare ad amministratori, politici e funzionari pubblici la testimonianza di quello che può nascere riflettendo insieme e lavorando insieme: verrà così data diffusione alla mappatura delle risorse individuate, sostenute e messe in rete dalle varie azioni del progetto. Si potrà chiedere ai ragazzi delle scuole e dei centri di aggregazione di collaborare per immaginare nuovi modi di proporre i messaggi sul tema.

4. Governance del progetto (“chi fa che cosa, quando, come”- ad es. ruolo delle ODV, dei partner e delle figure professionali, …..)

La governance deve necessariamente essere condivisa fra le ODV e i soggetti che partecipano al progetto.
Per ogni azione prevista verranno istituiti gruppi di lavoro composti dai soggetti coinvolti che avranno l’obiettivo di facilitare la comunicazione a tutti i livelli.
In particolare il coordinatore del progetto (Cooperativa Casalese 2000) svolgerà le seguenti funzioni:
Pianificazione delle azioni progettuali secondo la tempistica definita
Monitoraggio dello svolgimento delle azioni previste sia rispetto agli obiettivi che ai tempi di realizzazione
Delega dei compiti ai Gruppi-azione supportandoli nell’attuazione
Controllo del budget
Valutazione in itinere e al termine del progetto.
Il coordinatore sarà affiancato da un gruppo di regia composto dai rappresentanti delle Associazioni promotrici e dei partner, per poter tenere le fila non solo delle attività , ma anche delle singole realtà territoriali di cui fanno parte i diversi soggetti.
Gruppi “azione”: Per ognuna delle azioni progettuali verrà costituito un gruppo di lavoro ed individuato un referente che avrà il compito di collegarsi con il coordinatore e il gruppo di regia.
Compongono il gruppo azione tutti i soggetti che partecipano alla singola azione .
Tali gruppi saranno responsabili della progettazione e realizzazione pratica delle attività sui singoli territori e potranno sostenere i partecipanti nella ricerca di soluzioni: ogni territorio potrebbe così copiare le buone idee di altri territori ed essere motivato a risolvere eventuali problemi.
Un Foglio di comunicazione permanente che gira su una mailing list potrebbe aiutare le singole persone a mantenersi in contatto, per condividere realizzazioni e raccontare fatiche e soddisfazioni… dovrebbe essere veloce da scrivere e da leggere.

Il ruolo delle associazioni di volontariato all’interno del progetto è di portare nelle loro attività e nelle loro “vocazioni” associative la sensibilità al tema del gioco d’azzardo eccessivo e del sostegno alle loro famiglie.
Le associazioni e i singoli volontari diventano competenti e comprendono se stanno intercettando il problema, formandosi all’apertura di sportelli e alla gestione di gruppi: grazie al progetto saranno in grado di attivarsi in vario modo per diffondere informazioni corrette in merito, nell’ambito del volontariato (ma anche negli altri contesti dove vivono e lavorano), supportare familiari e colleghi di giocatori d’azzardo eccessivi, mettendosi in rete con le altre organizzazioni del progetto e con i servizi pubblici.